TRATTAMENTO DEI DISTURBI NEUROMOTORI CON METODICA VOJTA


La
Metodica Vojta
ha inizio negli anni ’50, quando lo stesso medico a cui si deve il nome, sottoponendo a manipolazione un bambino affetto da diparesi spastica infantile, notò che attraverso la sua tecnica vi erano state delle variazioni della spasticità.

Pertanto, grazie all’osservazione della locomozione innata nei bambini, elaborò negli anni una serie di “giochi muscolari” i cui risultati terapeutici erano, e sono, modificazioni posturali “globali”.

Alla fine degli anni Cinquanta era chiaro che si trattava di modelli motori globali che si irradiano a tutto il corpo e che da allora vennero indicati col termine di complessi di coordinazione globali.

Dopo svariate ricerche e prove, oltre che in pediatria, la stimolazione di questa “locomozione riflessa” è risultata importante anche in ortopedia e in chirurgia e nel trattamento degli adulti.

Di fatti la locomozione riflessa offre al paziente una traccia fisiologica in grado di risvegliare e di interagire in modo automatico (riflesso) capacità motorie “assopite” o “bloccate”.
Possono essere raggiunti degli schemi motori elementari, in particolar modo nei pazienti con compromissione del sistema nervoso centrale e dell’apparato locomotore.

I modelli di locomozione che vengono maggiormente applicati sono il rotolamento e lo strisciamento riflessi, i quali comprendono giochi muscolari dedotti in maniera parziale dall’ontogenesi motoria comune a tutti i bambini e che sfociano nelle molteplici possibilità di movimento dell’individuo motoriamente sano.
Questi modelli appaiono nello sviluppo motorio in diverse fasi del primo anno di vita.

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